La nascita del mito

La Transat 6.50, creata nel 1977 da Bob Salmon, fu inizialmente chiamata Mini-Transat e prese il via dal porto di Penzance in Inghilterra. Ora la conosciamo come Transat 6.50 Charente-Maritime/Bahia, e non è altro che la naturale evoluzione di quella regata. Oggi dopo 30 anni, è ormai una tappa obbligata per tutti gli specialisti di navigazione d'altura in solitario.

Durante le precedenti edizioni sono da segnalare le partecipazioni di: Michel Desjoyeaux, Yves Parlier, Roland Jourdain, Jean-Luc Van Den Heede, i fratelli Peyron et Bourgnon, Isabelle Autissier, Thomas Coville, Marc Thiercelin, Catherine Chabaud, Ellen McArthur, Bernard Stamm, Thierry Dubois... un parterre di tutto rispetto non vi pare?


Una sfida estrema

Si racconta, ma forse è solo leggenda, che per la prima edizione della regata Bob Salmon abbia voluto sottoporre le barche ad un singolare quanto inedito test per valutarne la resistenza: una gru sollevava l'imbarcazione fino a quattro metri sul livello del mare, e quindi la lasciava cadere in acqua. Se dopo il salto risultava indenne, poteva affrontare le onde dell'Atlantico...
La Transat è una reale avventura, unica nel suo genere, ricca di fascino e notevole spettacolarità, ma anche di temibili insidie.
Gli skipper effettuano, in solitario, un percorso di 4200 miglia (7500 km) con uno solo scalo previsto alle Canarie.

Attraversano l'Oceano Atlantico e oltrepassano l'Equatore su una barca di 6 metri e mezzo! La durata media della navigazione varia da 21 giorni per i primi a 45 giorni per coloro che sono in coda al gruppo di 70-80 barche.
Tutti i grandi velisti internazionali, uomini e donne, affermatisi poi nelle classi superiori sono passati da questa regata transatlantica, ormai porta d'ingresso obbligata all'universo delle corse "Au Large".


Soli ... Davanti ... 4200 miglia di Oceano

"Affrontare l'Atlantico su un guscio di noce" questa è l'immagine che piu' dà l'idea della Transat. Daniel Gilard, primo vincitore di questa transatlantica sul suo Petit Dauphin, non sapeva veramente cosa lo attendeva quando parti' da Penzance.

La Transat 650 da allora si è inserita nell'albo delle regate più importanti come la Route du Rhum, la Volvo Ocean Race e la Vendée Globe. Una regata in solitario senza assistenza esterna, delle barche di 6.50 metri di lunghezza e l'Oceano Atlantico sono i 3 ingredienti di questo piatto marino servito con un solo scalo alle Canarie. Questa formula non è mai cambiata da allora fino ai giorni nostri.

Una frase di Daniel Gilard estratta dal suo libro "Dauphin sur la peau du diable", sottolinea l'importanza della suddivisione della regata in due tappe : "Bob Salmon ha separato saggiamente la prova in due tappe. La prima, è selettiva, ma permette ai solitari che non si sentono abbastanza preparati fisicamente, moralmente e tecnicamente, di poter rinunciare, abbandonare, rientrare senza provare vergogna o disonore".

Partecipare è un vero onore.
Arrivare fino in fondo e' gia' una grande vittoria.



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