Michele Zambelli

Navigatore

Michele Zambelli, Personal Website, Sailing Campaign, Offshore

La barca che scivola, il mio respiro, un winch che gira

Dopo mesi di lunghissimi viaggi in macchina, di telefono bollente sempre all' orecchio, di rumore, di persone, mi ritrovo da solo, in silenzio. Nel mare.   Il fruscio della barca che scivola, il mio respiro. Un winch che gira.  Lascio il porto di Cagliari una mattina di marzo, il maestrale soffia fresco e fa i colori bellissimi! Prendo il mio tempo ed isso la randa, poi spengo il motore. Eccolo qui... Il silenzio.  E non nascondo che mi ritrovo spaesato! Morbosamente attaccato alle ultime linee della rete del telefono, che calano col ca ...

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Il Vendée Globe non finisce con il duello per i primi due posti, ci sono ragazzi che vanno avanti (e non vinceranno nulla)

Hanno scritto un sacco di cose sul Vendee Globe, le hanno scritte persone esperte e non, interessanti e noiose. In questo bel marasma, non oserei mai avvicinare il mio commento a quello di qualche giornalista o velista esperto, il mio lavoro è quello di combattere per andare a farla quella regata, non giudicarla. Sorrido però nel vedere come dopo l'arrivo dei primi due l'attenzione sia completamente sparita. Del resto credo sia normale, l' importante è vincere, quindi onore al il vincitore. Ma chi non ha vinto, che fine ha fatto?

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Io, sulla mia barca, nel "Regno dell'Essenziale". Aspettando l'Ostar...

Qualche tempo fa sono entrato in un negozio di pescatori, non sapevo bene con che cosa ne sarei uscito tra le mani, però entrai. Alla fine mi sono comprato due metri di rete a maglia fina, ho legato quattro moschettoni alle estremità e sono diventati il mio nuovo letto volante a bordo di Tenace. E quindi ora ci sono steso sopra, fuori fa freddo ma io sono dentro ad un sacco a pelo e soprattutto da ieri ho una magnifica stufetta, riscalda l' ambiente e io sto bene. Me la porterò anche in Oceano!

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Ma io sapevo che l'Oceano era con me

Qui è buio, guido da qualche ora e l' autostrada fa viaggiare anche la mente. di  Circa un anno fa, a quest'ora, navigavo con un vecchio prototipo di 6,50 metri al largo di Cabo Finisterre con raffiche di vento a 35 nodi. Ancora non sapevo, ma si poteva immaginare, che dopo qualche ora gli strumenti sull intensità del vento avrebbero segnato 45 nodi.   Ancora non sapevo, e non potevo immaginare, che dopo qualche ora avrei urtato con il timone di dritta un oggetto galleggiante.  

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Come dormo in una regata in solitaria

Da qualche mese a questa parte ho ricevuto diverse domande su quella che è la nostra vita quotidiana a bordo. Mi si chiede, ad esempio, come è possibile dormire durante le regate in solitario...  Dipende. Dalla meteo, da come vuoi arrivare, da quanto sei incazzato. Grazie al professor Giuseppe Plazzi, prima della transatlantica in solitario, ho avuto la possibilità di studiare quello che è il mio sonno. Il gioco sta nel non entrare nel sonno ‘profondo’ quello che ti fa svegliare stordito e non ti fa sentire la sveglia.

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Fino a venerdì lavoro e poi navigo il mio sogno

In primo luogo chiedo scusa per la mia lunga assenza dal blog. E poi, continuo a dirvi qualcosa di me. 

Che cosa succede nella mia vita, ad esempio. Volete sapere come si prepara una regata oceanica nel 2014 a 24 anni? Allora, dal lunedì al venerdì lavoro come manovale presso l’azienda di famiglia, che si occupa di recupero pavimentazioni in centri storici. Questa è la vera energia che durante l’ inverno carica le mie batterie! Preparazione fisica, preparazione mentale. Mediamente al capo cantiere il fatto che tu abbia un blog su La Stampa o che tu sia secondo alla ranking mondiale Classe Mini importa veramente poco.

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Sono dentro un frullatore di emozioni

Navigare necesse est. 

Finisce sempre così, nuvole e autoroute, che ti lasciano solo tanta voglia di pioggia!  Si torna a casa, sono passati quasi due mesi da quando sono partito da Forlì con il furgone, curioso di sapere come sarebbe finita questa avventura. Ed ora sono di nuovo qui, sul mio furgone, con la stessa curiosità ma con prua contraria, waypoint Italia. È difficile per me che non ho studiato, trasformare quello che ho vissuto in parole ma se la mettiamo sulla tavolozza dei colori, amici miei, non basterebbero gli affreschi della Cappella Sistina.

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Alle Azzorre, oltre la linea dell'orizzonte

Horta, Azzore 5 Agosto 2014.  

Buongiorno a tutti!  Ma cosa spinge, da sempre, l'uomo a prendere il mare?  Les Sables d' Olonne, 20 luglio.  Piove, sto partendo per le Azzorre.  1270 miglia.  Sono tra i favoriti, non per questo stressato.  Giro secondo la boa di disimpegno, Giancarlo Pedote è davanti a me.  Dopo 7 giorni e qualche ora di solitudine, dopo aver guardato la paura in faccia per più di un momento, dopo aver chiesto al mio destino che intenzioni avesse, dopo aver creato e risolto problemi in mezzo al Golfo di Guascogna, arrivo in seconda posizione nel porto di Horta.  Sono felice.  Davanti a me solo Giancarlo Pedote!  Due italiani sul podio.  E’ successo già alla prima regata della stagione, sempre noi due, ma qui è diverso!  Sono felice.  Un brivido strano, quasi da febbre, mi sale dalla schiena quando sono a 100 metri dalla linea.  Scendo sul pontile e trovo l'Italia.  Felice Gusso, Mini Transat ‘95 e una vita in mare, compagno di traversata nel 2012, mi aspetta sul pontile.  E’ qui con la sua Pacifica, un 9,50 metri di ferro, che diventerà la nostra base!  Giancarlo Pedote vittorioso e sereno ha condotto la regata, e ora ha un sacco voglia di pasta.  Alessandro Di Benedetto, ha percorso il nostro tragitto e da qui (Horta) ripartirà per la sua qualifica per la Rotta del Rhum.  Alessandro Cocchi, grande marinaio di Roma è di passaggio per un trasferimento.  Erminio, accento emiliano e tanti anni di Azzore, bussola fondamentale per i navigatori italiani che passano di qui.  E la sera stessa su Pacifica si parla italiano, si ride italiano, si mangia italiano.  Gioia, non potevo desiderare un’accoglienza più bella.  Siamo davvero felici.  La nostra Italia, gli unici due concorrenti italiani, sono a mangiare ed il resto del mondo ancora in mare.  E su Pacifica ogni mattina si beve il caffè.  Felice mi insegna un sacco di cose e mi parla dell’Oceano Indiano, del Pacifico, e del Giro del Mondo.  Insieme guardiamo la meteo e prepariamo la barca per tutta la settimana.  Il giorno prima della nostra partenza, poi rimandata causa tempesta 'Bertha' troppo violenta, Felice prende il mare e salpa dall' Isola di Faial.  Mentre guardo Pacifica ed il suo grande capitano navigare oltre l' orizzonte sono triste.  Mi chiedo che cosa spinge l' uomo a superare quella linea.. e non capisco!  E probabilmente non capirò!  So solo che adesso sono felice e domani partirò alla ricerca di un nuovo orizzonte: il Mare!  

Vi racconterò i colori della mia vita

Ore 14.35, domenica. 

Velocità imbarcazione 0.6 nodi. 

Civitavecchia alla mia dritta (vi rimarrà fino a sera!), prua verso nord. 

Caldo, tanto caldo. Zero vento e mare fastidiosissimo che fa sbattere la barca 

con duri colpi come solo il carbonio sa dare. 

Perché sono qui? Perché alla vigilia dei miei 24 anni mi trovo a cuocere, 

nella bonaccia e senza motore, lungo le coste del Lazio? 

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