Michele Zambelli

Navigatore

Michele Zambelli, Personal Website, Sailing Campaign, Offshore

Come dormo in una regata in solitaria

Da qualche mese a questa parte ho ricevuto diverse domande su quella che è la nostra vita quotidiana a bordo. Mi si chiede, ad esempio, come è possibile dormire durante le regate in solitario... 

Dipende. Dalla meteo, da come vuoi arrivare, da quanto sei incazzato. Grazie al professor Giuseppe Plazzi, prima della transatlantica in solitario, ho avuto la possibilità di studiare quello che è il mio sonno. Il gioco sta nel non entrare nel sonno ‘profondo’ quello che ti fa svegliare stordito e non ti fa sentire la sveglia. Mentre il sonno R.E.M è fondamentale ed indispensabile. 

Impostiamo la sveglia quindi a 25 minuti, la prima fase del sonno sarà infatti la fase del sogno (REM) e al suono dell'allarme saremo freschi come una rosa. E’ lo stesso tempo che mediamente ed incosciamente dedichiamo alla pennichella estiva dopo pranzo. Ci sono differenti tipologie di dormitori, il trucco secondo me sta nell’ osservarsi e analizzarsi da soli. Segnarsi quando si ha sonnolenza, segnarsi quando ci sentiamo in forma, cosi da creare un ‘calendario giornaliero’ e capire dove posizionare il sonno. 

In media dormire meno di 4 ore sulle 24 porta in qualche giorno ad allucinazioni (Ulisse insegna!!) Interessante anche sapere che questo tipo di sonno era già sperimentato da Leonardo Da Vinci, che dormiva i suoi 20 minuti e poi si rimetteva a dipingere. In tutto questo, per i profani della vela, la barca naviga con il pilota automatico. Qui la non democrazia dello sport che faccio. A bordo del mio prototipo con il quale ho chiuso 10 alla MiniTransat 2013, avevo un pilota che sopra i 15 nodi di velocità perdeva il controllo. A bordo di 788, con il quale ho raggiunto il 3 posto alla Les Sables-Les Acores, posso dormire a 18 nodi di velocita (aggiungo per i più tecnici che altre al pilota automatico anche lo scafo e le linee d’acqua aiutano le imbarcazioni moderne ad essere più stabili).